La prevenzione

 

I pazienti affetti da linfedema vengono spesso ritenuti orfani di cura.

Spesso i pazienti con linfedema non hanno consapevolezza della patologia di cui soffrono se non quando questa sia molto avanzata o quando si manifestino complicanze quali episodi di linfangiti ricorrenti.

Inoltre, per un’ancora scarsa consapevolezza degli operatori sanitari dell’impatto psico-fisico di questa patologia e delle nuove opzioni terapeutiche, spesso i pazienti affetti da linfedema, pensano di dover imparare a convivere con la loro patologia.

In alcuni casi il linfedema insorge con segni e sintomi sfumati quali un lieve e transitorio gonfiore, alterazione della sensibilità, senso di peso e sensazione di puntura di spillo. Questo quadro, definito “linfedema subclinico”, individuato precocemente, può beneficiare di trattamenti chirurgici minimamente invasivi, allo scopo di contrastarne la progressione.

I pazienti con i fattori di rischio per linfedema, soprattutto coloro che si sono sottoposti a linfoadenectomia ascellare, inguinale o pelvica e radioterapia, possono sottoporsi ad un esame di screening ambulatoriale minimamente invasivo (Linfografia a fluorescenza con verde di indocianina), che permette di valutare alterazioni del sistema linfatico che clinicamente non sono ancora evidenti. Questo consente di approcciare la patologia per tempo riducendone drasticamente la possibile evoluzione.

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